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Grecia 2008

"Dodecaneso e Turchia in flottiglia"

dal 9 al 23 agosto - Imbarco/Sbarco: Rodi

costo barca: € 1250* - costo aereo: € 600

LE ISOLE DEL DODECANESO

Rodi Conosciuta anticamente come "Isola delle Rose" e "Isola delle Farfalle" per la quantità di fiori e farfalle che inondavano le sue colline, Rodi è il luogo in cui Zeus ossequiò Elio, il Dio del Sole, e dove questi si innamorò della figlia di Poseidone, la ninfa Rhoda. Non fu a caso che per così tanti secoli il dio Sole fu venerato su Rodi o che questa venerazione diede vita ad una delle sette meraviglie del mondo antico, il Colosso di Rodi. Inoltre, come apprendiamo dalla mitologia, fu il Dio Sole stesso a scegliere Rodi come sua isola preferita nel momento in cui la vide sorgere dal mare: niente di tutto questo e' attribuibile al caso. La luce dell'isola, bianca, trasparente, brillante, circonda ogni cosa. È la luce che rende il vino dell'isola così ricco e dona all'ibiscus, simbolo floreale di Rodi, il suo affascinante colore rosso; il sole inonda con i suoi raggi il bellissimo castello di Rodi, accompagna i battiti della città nuova brulicante di vita, dona indubbia bellezza alla dorica frugalità dell'Acropoli di Lindos, trasforma le acque dell'isola in giardini di giada.
Symi Già in epoca classica, la rocciosa e brulla Symi prosperava grazie alla pesca delle spugne e ai cantieri navali, che una volta sfornavano cinquecento barche all’anno. Alla fine del ‘600 era la terza isola più ricca del Dodecaneso. Il villaggio principale di Symi è diviso in superiore ed inferiore. L'inferiore, detto anche Gialos, e il superiore conosciuto come Chorio. I due distretti sono collegati da un ripido viottolo fiancheggiato da case neoclassiche in caldi colori pastello, con balconi e tetti in tegole rosse, inusuali nelle isole greche le cui case hanno normalmente tetti piatti. Quasi tutte le case sono poi abbellite da ornamenti neoclassici su porte e finestre e gli interni decorati da sculture in legno, di artigiani locali che da generazioni usano intagliare il legno.
Tilos Regna la pace sulla remota Tilos, isola per le lunghe passeggiate e punto di sosta sulle rotte migratorie degli uccelli, ideale per i bird-watcher. Al di là delle spiagge brulle, Tilos è lussureggiante all’interno, con piccole fattorie dove si coltiva un po’ di tutto, dal tabacco alle mandorle. Molto radicata la tradizione poetica e musicale (la poetessa Erinna, autrice de La canocchia è nata qui), l’isola era celebre per la tessitura dei costumi tradizionali femminili, tuttora indossati da parecchie isolane.
Nisyros Quasi rotonda, Nisyros sorge su una linea vulcanica che passa per Egina, Poros, Milos e Santorini. Nel 1422 si verificò un’eruzione violenta e il picco di 1400 metri esplose, lasciando un’enorme caldera. In compenso sul suolo magmatico fertile fiorisce di tutto e l’isola vanta alcune specie di flora e fauna uniche. Secondo la mitologia Nisyros si formò quando Poseidone infuriato scaglio un pezzo di Kos sul gigante guerriero Polibete che venne sommerso, infuocato e rabbioso.
Kos Seconda isola più estesa del Dodecaneso, offre un clima gradevole e un territorio fertile su cui si coltiva la nota lattuga locale. Prevalentemente pianeggiante e fertile, Kos è soprannominata il “giardino galleggiante”. L’isola è disseminata da una moltitudine di siti archeologici e resti antichi, vestigia elleniche e romane, rocche bizantine e veneziane. Ma la maggioranza dei visitatori approda a Kos per le spiagge: quelle a sud-ovest dell’isola sono tra le più belle del Dodecaneso. Pioniere dell’olismo e padre della scienza medica moderna, Ippocrate nacque a Kos nel 460 a.C. Con terrazze di marmo bianche scolpite nella collina verde di pini, il sito dell’Asklepion (composto da tempio, scuola e ambulatorio) fu scelto per il riposo e il recupero fisico, ed è tuttora avvolto nella quiete. Sorto dopo la morte di Ippocrate, divenne il più eminente dei 300 Asklepia greci, dedicati ad Asclepio, dio greco della medicina.
Kalymnos Passata alla storia come l’isola delle spugne, le origini di Kalymnos risalgono a una colonia neolitica presso Vothynoi, nei dintorni di Pothia, capoluogo e porto maggiore dell’isola, occupata dopo la caduta di Creta nel 1450 a.C. Gli abitanti sono noti per la loro resistenza.Pothia è la patria degli ultimi pescatori di spugne greci, con un’apposita scuola d’immersione situata sul lato orientale del molo.
Leros Anticamente nota come l’isola di Artemide, Leros ha poi acquisito fama per un motivo ben diverso: come sede dei principali manicomi greci. E anche oggi il turismo conta poco: sono ancora gli ospedali a fornire il maggior numero di posti di lavoro e gli introiti più alti. Da sempre, l’isola, famosa per i musicisti e i poeti, vanta profonde radici culturali e di studio.Il delirio mussoliniano di un nuovo impero romano prese forma a Lakkì, porto principale ed ex capoluogo dell’isola, quando architetti ed urbanisti italiani rivolsero le proprie energie alla ricostruzione della cittadina, esempio notevole di art deco.
Lipsi L’isoletta di Lipsi è magica, caratterizzata da colline verdeggianti disseminate di cappelle azzurre e bianche e casette paesane tinteggiate di vari colori. Anch’essa, fra le altre, pretende di essere il luogo incantato dove Calipso sedusse Ulisse. Ufficialmente proprietà del monastero di Patmos sin dall’epoca bizantina, Lipsi ha magnifiche spiagge e rappresenta un’oasi di vita tipicamente greca, con produzione locale di vini e formaggi.
Patmos Detta “Gerusalemme dell’Egeo”, deve la sua importanza religiosa all’arrivo di San Giovanni nel 95 d.C. e alla nascita nel 1088 del monastero a lui intitolato. All’interno di questa chiesa, infatti, si trova la “Santa grotta dell’Apocalisse”, dove San Giovanni ebbe la visione del fuoco e dello zolfo e dettò al discepolo Prochoros il libro della Rivelazione.Da Skala , porto e città principale dell’isola, un viottolo di ciottoli s’inerpica verso il monastero di San Giovanni che campeggia su Chora. La vista a perdita d’occhio di Samos e Ikaria ricompensa tutta la fatica della salita. Un intrico di abbaglianti viuzze bianche con oltre 40 abbazie e cappelle compone Chora: una perla di architettura bizantina.Patmos conta inoltre lidi incontaminati con valli rigogliose nell’entroterra.
Arki L’arcipelago di Arki è costituito da un gruppo di 7 isolette, la più grande delle quali, l’omonima Arki, ha un unico villaggio che non conta neppure 40 abitanti.La baia di Tiganakia, a sud dell’isola ha un mare di un blu strepitoso ed è più facilmente raggiungibile via mare, mentre dalla “Chiesa della Metamorfosi” si può godere di una splendida vista di Arki e delle altre isolette nei dintorni.
Agathonisi Inizialmente chiamata Tragea o Tragia, oggi il suo nome riflette il buon carattere dei suoi abitanti: "Agatho" in greco significa buono.Schiva per natura, l'Isola dei Puri di Cuore fa timidamente capolino nel Mar Egeo a poche miglia dalle coste della Turchia. Agathonisi è una musica di giorni dolcemente uguali, senza controtempi, kalimera e kalispera, che rallenta i battiti del cuore e lenisce gli affanni. Qui, c'è l'essenziale, e niente di meno: se non bastasse, c'è perfino una delle migliori taverne del Dodecaneso, naturalmente sul porticciolo.

 

*Il prezzo non comprende: viaggio, pulizia barca, carburante, spese di cambusa e portuali, tessera di iscrizione all'anno in corso (€45).

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